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Ci presentiamo Lavoro e Salute è supplemento alla rivista nazionale"Medicina Democratica". Ideato nella metà degli anni 80 come foglio degli operatori della sinistra sindacale, all'interno degli ospedali torinesi, ha puntato su un lavoro di coinvolgimento degli operatori più sensibili, in particolare infermieri, nel raccontare in prima persona le condizioni di lavoro per non delegare solo ai delegati l'interpretazione delle problematiche da portare ai tavoli di trattativa. Dall'inizio degli anni 90 il gruppo promotoresi è posto il problema di ampliare le tematiche trattate e la visione stessa del nostro operare come lavoratori produttori di "giornalismo di base". Uno dei temi sui quali abbiamo scelto d'impegnarci, tentando di superare le storiche contraddizioni indotte dal gerarchico sistema relazionale, è stato il rapporto con il malato e i famigliari (sempre più presenti anche per sopperire, di fatto, ai buchi d'organico conseguenti alle politiche sempre più forti di mancato turn-over e di precarizzazione dei nuovi assunti) anche per affrontare il crescente corporativismo presente nella richiesta di riconoscimento contrattuale della professionalità infermieristica.
Negli anni a seguire, oltre che strumento d'inchiesta e analisi delle problematiche nella sanità, con un'attenzione pressante e continua sull'organizzazione del lavoro (in particolare sulla sicurezza del lavoro, risultando determinante nella richiesta Medicina Democratica per la costituzione come Parte Civile nel processo contro la ThyssenKrupp) è diventato strumento d'indagine critica sulle politiche della salute con un collegamento più diretto e costante con lo spazio politico istituzionale e sociale. Inoltre, abbiamo aperto il periodico ai temi ambientali e alle evidenti ricadute sanitarie. Il periodico è pubblicato da venticinque anni con l'autotassazione dei promotori, la sottoscrizione di sostenitori e lettori, e spesso con il contributo economico del PRC del Piemonte.
Con la pubblicazione anche a Milano, e speriamo in tutta la Lombardia, si apre un nuovo capitolo per il periodico. Tentiamo, nel nostro piccolo, di riconnettere nelle forme relazionali più dirette possibili le risorse esistenti contro il pensiero unico, che oggi si esprime nella forma politica più volgare e reazionaria del berlusconismo, e di ampliare gli spazi relazionali con il silenzioso disagio, anche delle professioni sanitarie, d'intelligenze (singole e collettive) fuori, o ai margini, della politica e dell'attività sindacale. Lo facciamo partendo anche da diverse collocazioni a sinistra, comunque antagoniste alle destre. franco cilenti
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