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Farmaci anti-malaria in Africa. PDF Stampa E-mail
Sono 200mila ogni anno le vittime di medicinali scaduti o scadenti. Uno su tre fa male alla salute
 
Secondo l´Oms, la distribuzione di farmaci avariati provoca almeno 200mila morti evitabili ogni ...
Un farmaco anti-malarico su tre che viene venduto in Africa non passa i test qualitativi, anzi la loro vendita dovrebbe essere del tutto bandita perchè nociva per la salute. Cosa comporta tutto questo? Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), almeno 200mila morti evitabili ogni anno.
La denuncia è contenuta in uno studio pubblicato sul sito scientifico "Plos One". L'indagine ha riguardato città in sei Paesi africani (Ghana, Kenya, Nigeria, Rwanda, Tanzania e Uganda) e ha messo in luce che le medicine contro la malaria in commercio (il virus da solo è responsabile di un milione di vittime ogni anno) sono nettamente al di sotto degli standard qualitativi minimi nonostante campeggino sui banchi di tutto il continente africano. "Farmaci scadenti non solo mettono a rischio delle vite oggi, ma anche possibili future cure anti-malariche perchè accelerano la resistenza dei parassiti", è stato il lapidario commento di uno degli autori dello studio, il Dr. Roger Bate dell'American Enterprise Institute.
Perchè, oltre alle medicine scadute, vengono tranquillamente commercializzate in Africa dalle multinazionali farmaceutiche anche trattamenti anti-malarici ritenuti non efficaci dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Le terapie esclusivamente a base di artemisia, ad esempio, riducono le possibilità di sviluppo di resistenza ai parassiti e quella dell'efficacia delle cure. Ecco, malgrado l'organizzazione per la Sanità abbia chiesto nel gennaio 2006 di smettere di prescriverle e nel maggio 2007 di fermarne addirittura la produzione, in Africa tutto ciò è restato, come al solito, lettera morta.
Un terzo dei farmaci anti-malarici analizzati erano monoterapie a base di artemisia, il 42% era scaduto ed il 78% è stato prodotto dopo il 2006. Nemmeno gli appelli dell'Oms sembra siano stati ascoltati. Solo 40 su 72 produttori mondiali di medicine hanno accettato lo stop della produzione mentre 42 Paesi, tra cui 18 africani, consentono ancora la commercializzazione dei farmaci all'artemisia.
"La malaria è cresciuta in Africa durante gli anni 90 a causa della resistenza alla clorochina", ha spiegato Richard Tren del gruppo "Africa Fighting Malaria" citato sul sito web Allafrica.com. "Oggi, siccome le regolamentazioni e la sorveglianza sono deboli, i farmaci all'artemisia rischiano la stessa sorte". La colpa, paradossalmente, sarebbe in parte del Fondo Globale contro Aids e Malaria che ha finanziato i produttori più piccoli per fornirgli l'accesso al mercato. Questi hanno sostanzialmente intascato i denari pubblici e immesso in circolazione farmaci scadenti e non sperimentati. Nessuno stanziamento è stato però previsto per la regolamentazione ed il controllo qualitativo dei farmaci messi in circolazione.
Ne saranno sicuramente contenti quelle trecento milioni di persone colpite ogni anno dalla malaria che, oltre al milione e mezzo di vittime, è responsabile del 20 per cento delle morti infantili sotto i cinque anni e del 30 per cento dei ricoveri nei Paesi di Asia, Africa e America Latina.
Secondo l'Oms, la malaria è oggi la prima causa di morte nei Paesi in via di sviluppo e la sua diffusione mette a serio rischio la salute del 40 per cento della popolazione mondiale. In Africa ogni trenta secondi un bambino muore a causa del virus contratto dalla puntura delle zanzare infette. Il problema principale riguarda proprio quello dello sviluppo della resistenza ai farmaci. Ma ai produttori di "Big pharma" queste inezie sembrano non interessare affatto.
 
 
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